È proprio Gesù che pare insegnare a noi tutti, quanti ci prendiamo cura di assemblee liturgiche e degli spazi ove esse si radunano per «celebrare» l’amore che salva e scorre tra Dio e l’uomo, il perché di uno spazio bello e curato. Infatti, la sera in cui sarebbe stato tradito, prima che questo accadesse, egli volle fare la Pasqua con i suoi discepoli; mandò allora due di loro a preparare la sala. Era uno spazio bello, al piano superiore, ornato e con tappeti. Lì i discepoli prepararono e, quando fu l’Ora, Gesù si mise a tavola con i suoi. Parlò loro di molte cose senza parabole, svelò di essere lui la Via e la Verità e la Vita e, a Filippo, per tutti, disse che chi ha visto lui ha visto il Padre perché lui e il Padre sono Uno; infine promise il Consolatore.
Aveva lavato i piedi a Pietro e agli altri; aveva dato tutto di sé, nel segno del pane e del vino, perché avessero e gustassero già la vita eterna.
In quella sala magnifica e ornata fece il suo sacrificio, nel sacramento, cioè realmente!
Le nostre chiese sono gli spazi ove rivivere quell’Ora. Di qui scaturisce la cura che ne abbiamo e il perché poniamo fiori. Essi rimandano alla Parola e alle Scritture tutte, rimandano a valenze culturali, al fare arte con ciò che è in natura. I fiori creano un modo di abitare lo spazio e di vivere un evento; sono gratuità, fragilità, bellezza e profumo inebrianti. Proprio per la profonda valenza simbolica i fiori non possono non esserci nella nostra divina liturgia, povera e semplice ma sempre evocativa, nobile e trasfigurante.
Suor Cristina Cruciani

DOMENICA 27 APRILE 16 NUOVI INVITATI AL BANCHETTO DELL’AGNELLO NELLA PRIMA PARTECIPAZIONE ALL’EUCARISTIA.
8Novembre 2015:
GIORNATA DEL RINGRAZIAMENTO
DEI FRUTTI DELLA TERRAE DEL LAVORO UMANO

Pasqua 2021
«Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto
«Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande.»